Evì Evàn in concerto
ago mar, 2014 / mar 21:30 - 01:00    

Evì Evàn in concerto

Evì Evàn in concerto


Gli Evì Evàn
L’orchestra italo greca Evì Evàn, con base a Roma e ad Atene, è impegnata a diffondere la
musica rebetika dal 2007 ed è considerata il “riferimento del rebetiko nel nostro Paese”
(da Internazionale, maggio 2012) . É composta da sette musicisti che, singolarmente o
insieme, hanno collaborato con Moni Ovadia, Vinicio Capossela, Daniele Sepe, Giorgio
Tirabassi, Nour Eddine Fatty e altri artisti. Gli spettacoli della band, di cui si sono occupati
anche il Corriere della Sera, Il Fatto Quotidiano, La Repubblica, RAI Mediterraneo, Radio
Popolare, Radio Onda Rossa, Radio Rai 2, propongono un viaggio sonoro che si snoda fra
Istanbul e Atene; da Smirne a Salonicco. Canzoni di porto e di periferie urbane, d’amore
maledetto, carcere, peripezie della vita, passione per musica, vino e narghilè, dove i ritmi
dell’allegria si alternano alle melodie melanconiche.
L’ensemble è composto da:
Dimitris Kotsiouros: bouzouki, baglamas, oud, tzouras
Giorgio Strimpakos: baglamas, voce
Daniele Ercoli: contrabbasso, cori
Luca Cioffi: darbuka, percussioni a cornice
Emiliano Maiorani: chitarra
Simone Branchesi: fisarmonica
Francesca Palombo: fisarmonica, voce


Il nuovo lavoro della band, definita dal settimanale Internazionale “Il riferimento del
rebetiko nel nostro Paese”, s’intitola “Rebetiki Diadromi”, “Itinerario Rebetiko”, perché
incrocia le voci, gli strumenti e le storie artistiche di cinque prestigiosi ospiti amici della
band: Vinicio Capossela (voce), Sofia Labropoulou (kanonaki), Nikos Nikolopoulos (oud),
Moni Ovadia (voce recitante) e Daniele Sepe (sax). Compagni di strada che provengono da
diverse origini culturali e sono in viaggio verso differenti percorsi musicali, ma che nella
passione comune per la Grecia e il rebetiko hanno trovato una taverna ombrosa in cui
riposarsi e fare musica insieme.
Arricchito da un’introduzione scritta da Moni Ovadia, “Rebetiki Diadromi”, è un
vagabondaggio lungo una strada bianca, non asfaltata, un percorso originale che intreccia
storiche canzoni di Istanbul, Smirne, Pireo, Atene, con tre brani scritti dagli Evì Evàn e
un omaggio al lato rebetiko della canzone romanesca. Musica meticcia per eccellenza, il
rebetiko è nato nei porti e nelle città, generato da incontri violenti o da forti legami
d’amore e d’amicizia. Nelle sue sonorità sono confluiti ritmi slavi, turchi, ebraici,
bizantini, e nel percorso delle dodici canzoni di “Rebetiki Diadromi” si sono aggiunti i
colori della Roma degli Evì Evàn, della Napoli di Daniele Sepe e della Milano di Vinicio
Capossela e Moni Ovadia.
Dal 1922 ad oggi, la tradizione rebetika si è mantenuta viva proprio attraverso percorsi di
migrazioni, guerre e viaggi, partendo da Istanbul e Smirne per arrivare ad Atene, Pireo e
Salonicco. Una musica urbana che così si è continuamente trasformata, rimanendo però
fedele alla sostanza dei suoi temi: l’eros e le disavventure della vita, vissuti con il lamento
profondo degli emarginati. Non ha nulla a che fare con la musica tradizionale e
folkloristica, di origine rurale, ma è una litania della miseria urbana, una lirica del
sottoproletariato che si esprime al chiuso, dentro locali equivoci, carceri e angiporti, fra
vino e hashish.
Nel nuovo cd degli Evì Evàn sono presenti tutte le declinazioni del rebetiko: lo hassapiko,
uno dei ritmi più popolari, forse di lontane origini albanesi, che si balla solo con gli amici
stretti. Lo zeibekiko, dalle cadenze arcaiche, è una musica ballata quasi immobili,
cercando l’instabilità dell’equilibrio, raramente all’aperto o finché c’è ancora il sole.
L’amanès, una sonorità che per noi ha un colore turco e orientale, ma che si è formata
sull’influenza della musica bizantina e del suo suono “pesante”, come un lamento greve. E
infine il tsifteteli, la danza del ventre greca, l’unica in cui si sorride, e lo hassaposerviko,
con il suo ritmo di ascendenza slava.

##LIVE CONCERT##
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