Nato nel 1998 il Cotriero è situato all’estremo sud della città
di Gallipoli, nella zona più comunemente conosciuta come località Pizzo. Incastrato ad arte nella
macchia mediterranea si adatta alla perfezione alla geomorfologica del posto, caratterizzata da
rocce affioranti, scogli, nell’ambito dei quali spuntano cespugli di rosmarino, timo e mirto
selvatico, che degradano fino al mare in maniera nervosa e contorta, come è propria caratteristica
della costa in questo tratto di litorale ionico, in cui la macchia mediterranea incontra il mare.
Di giorno, accogliente stabilimento balneare, di notte live pub che offre concerti di musica dal vivo esclusivamente con ingresso gratuito, il cotriero
è un dipinto in sintonia con la macchia mediterranea, che trasuda rispetto per la natura e per la
propria cultura, la sua struttura discreta si mimetizza alla perfezione con i contorti cespugli di
mirto e rosmarino selvatico.
COME
RILASSARSI Il Cotriero propone un ricco menù di pietanze e per chi ama mangiare “slow” è
possibile intrattenersi e leggere le interessanti tovagliette illustrative che forniscono
informazioni inerenti la flora e la fauna proprie di quest’area. Sono più di 80 le schede
informative che si alternano sulle tovagliette, e descrivono gli uccelli, i rettili e le piante che
si possono osservare nella zona. Per quelli che hanno dimenticato a casa un libro da leggere nessun
problema è possibile consultare i libri sempre a disposizione dei clienti, tutti a carattere
informativo, di facile consultazione ed illustrati, che parlano del Salento, della cultura, delle
tradizione, dell’arte, del suo folclore e delle sue credenze, della natura, dei posti di interesse
turistico, architettonico e archeologico.
IL
NOME Cotriero è l’antico nome della zona in cui sorge il live pub, come dimostrano le
antiche carte nautiche reperite nella biblioteca di Gallipoli di cui la più antica risale al
1631-1635, sulle quali è possibile individuare nella zona a sud di Gallipoli la “PUNTA DEL COTRIERO”. L’importanza nella storia
di tale lembo di terra salentina ha avuto conferma con il rinvenimento di un manoscritto del
Vernole, storico gallipolino dei primi del novecento. Il Vernole, riprendendo quanto raccontato da
Plutarco, biografo e filosofo greco, sulle gesta di Pirro, ribalta una delle teorie sul luogo del
naufragio del re dell’Epiro con la sua flotta, durante il suo viaggio per portare soccorso ai
tarantini contro Roma. Plutarco racconta che nel 280 A.C., Pirro venne dall’Epiro, regione costiera
Nord-occidentale della Grecia (corrispondente all’incirca all’attuale Albania), per recare aiuto ai
tarantini contro Roma. Durante il viaggio, doppiato il Capo di Leuca, in pieno mare Ionio, una
furiosa tempesta primaverile divise l’imponente flotta e le navi si dispersero. La nave del re
resistette a lungo all’impetuosità del mare naufragando sulle coste joniche del Salento. Il Vernole,
contrariamente alla versione più comunemente conosciuta sul naufragio di Pirro, che afferma che il
re fosse naufragato presso le Secche di Ugento, sostiene che Pirro fosse un esperto conoscitore dei
mari e delle coste e che alla ricerca di un’approdo sicuro per la sua nave, evitò le secche di
Ugento e, superata la punta dell’Acroterion (Cotriero o Pizzo), approdò su questa terra al riparo
dal vento di grecale o di levante.
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